Sta facendo il giro del mondo la notizia per cui un nuovo focolaio #epidemico di un pericoloso #virus è apparso nel #Wuhan in Cina fin dalla fine del 2019. I primi riscontri di laboratorio sembrano indicare come causa diretta un #Coronavirus molto affine a quello che provocò la #SARS, già visto e identificato in passato (è stato ribattezzato “#2019NovelCoronavirus“). La SARS – Severe Acute Respiratory Syndrome – sta per “Sindrome Respiratoria Acuta Severa” ed è una forma atipica di polmonite di origine virale apparsa per la prima volta nel 2002 nella provincia del Guangdong (Canton) in Cina. Tale malattia è causata da un virus della famiglia dei “Coronavirus”, così chiamato per la sua tipica forma a corona, se osservato al microscopio elettronico. I dati sulla mortalità variano molto da paese a paese e anche in base alla fascia di età, ma la media complessiva fino ad oggi è risultata essere intorno al 15%, benché molte persone decedute censite fossero persone anziane e con malattie preesistenti (tra i deceduti in Cina ad oggi di questo nuovo Coronavirus, il più giovane aveva 48 anni e il più anziano 89).

I sintomi nello stadio iniziale sono quelli tipici di un’influenza e possono comprendere tra gli altri: febbre, letargia, mialgia, sintomi gastrointestinali, tosse, mal di gola e altri sintomi aspecifici. Ma successivamente, in alcuni pazienti, vi è una progressiva degenerazione delle funzioni respiratorie che può sfociare in forme atipiche di polmonite. L’unico sintomo comune a tutti i pazienti è risultato essere la febbre superiore a 38 °C. I sintomi appaiono normalmente in un intervallo di 2-10 giorni successivi all’esposizione (in media appaiono entro 2 – 3 giorni), ma sono stati registrati pazienti manifestare i sintomi anche dopo 13 giorni.

Il problema a tutt’oggi è principalmente uno: gli antibiotici sono ovviamente risultati inutili essendo questo nuovo Coronavirus una malattia di origine virale, se non come supporto successivo nel decorso della malattia in caso di complicazioni di tipo batterico. Quindi l’unico trattamento possibile per cercare di arginare questa nuova epidemia, è sostanzialmente quello sintomatico, ovvero la somministrazione di antipiretici, di ossigeno e di supporto per la ventilazione (nei casi in cui ciò sia necessario), oltre all’applicazione rigorosa di una quarantena e isolamento dei focolai conclamati. A tal proposito è arrivata la notizia per cui in Cina stanno, proprio in queste ore e sotto la spinta dell’OMS, costruendo degli appositi ospedali per l’applicazione delle norme di isolamento e cura secondo standard internazionali, che secondo quanto dichiarato saranno pronti nel tempo record di soli 10 giorni (ma secondo alcune dichiarazioni addirittura entro 6) con uno sforzo logistico ed economico senza eguali, e proprio per evitare che l’epidemia sfoci in una pandemia a livello globale con tutte le conseguenze del caso (sia in termini economici, che in termini di vite umane).

In Italia il rischio è attualmente bassissimo: sia perché comunque l’epidemia è ancora abbastanza circoscritta (proprio numericamente e, perlomeno per ora, anche geograficamente), e sia per gli effetti oggettivi di tutte le procedure di contenimento sanitarie attuate fin da subito da tutti i paesi del mondo (in particolare con il monitoraggio della temperatura corporea dei passeggeri provenienti dalla zone contagiate negli aeroporti, ormai in vigore a pieno regime anche nel nostro paese).

Tuttavia è estremamente importante divulgare tutte quelle misure che, come buona pratica permanente a livello sanitario (e consigliate anche dal Ministero della Salute con apposito vademecum), possano essere utili nella prevenzione dell’infezione respiratoria e delle malattie di origine virale in genere:

  1. Evitare contatti ravvicinati con chiunque mostri i sintomi della malattia (tosse e/o starnuti)
  2. Mantenere sempre una buona igiene delle mani, e se acqua e sapone non fossero disponibili, utilizzare un disinfettante per le mani a base di alcool. Aiutare sempre i bambini a fare lo stesso
  3. Evitare di toccare occhi, naso e bocca con le mani non pulite
  4. Evitare di mangiare carne cruda, o in generale poco cotta
  5. Se si dovessero riscontrare i sintomi durante un viaggio, o semplicemente si ipotizzasse di essere stati contagiati, andrebbe evitato, per quanto possibile, il contatto ravvicinato con altre persone e andrebbero avvisate tempestivamente le autorità sanitarie
  6. Qualora si presentino i sintomi clinici in maniera palese, va mantenuta sempre una buona igiene personale per evitare il contagio inter-umano, soprattutto per via aerea, cercando di filtrare tosse e starnuti con una mascherina o un fazzoletto monouso, da gettare poi con attenzione in contenitori richiudibili e poi smaltiti adeguatamente
  7. Evitare contatti diretti con persone contagiate, come con un bacio o la condivisione di bicchieri o posate
  8. Pulire o meglio disinfettare le superfici toccate frequentemente, come per esempio i giocattoli e le maniglie delle porte

In tutto il mondo i ricercatori stanno testando eventuali trattamenti antivirali conosciuti per altre malattie, come per esempio l‘AIDS, l’epatite, l’influenza e molte altre. Esistono allo stato attuale alcune prove scientifiche che sembrano dimostrare come la pericolosità della SARS e dei Coronavirus in genere nasca da una reazione amplificata ed eccessiva del sistema immunitario del paziente nei confronti del virus. Nel caso ciò fosse confermato, potrebbe effettivamente essere seguita come via, per un trattamento più efficace, l’utilizzo di steroidi e/o di agenti per la modulazione della risposta immunitaria, soprattutto in quei pazienti con sintomatologia più grave. La ricerca sta attualmente valutando questa e molte altre strade (come anche il tentativo di realizzare un vaccino specifico) ma fino ad ora i risultati non sembrano aver portato a conclusioni apprezzabili ed univoche, anche perché il fattore tempo in questi casi gioca un ruolo decisivo, e certe strade (come per esempio quella dello sviluppo di vaccini specifici) potrebbero arrivare troppo tardi. Quindi la strategia fondamentale seguita, fino a che non si capiranno meglio i meccanismi di azione di tale nuovo Coronavirus ed eventuali contromisure, è stata, ed è, quella di isolare il più possibile l’epidemia creando un cordone sanitario nelle zone interessate e monitorando al massimo la sua diffusione.

Per ulteriori informazioni e aggiornamenti continui sulla vicenda ecco il link diretto al Ministero della Salute:

http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioFaqNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=228