Partendo dalla considerazione che la menopausa non è una malattia, bensì una fase importante nella vita di una donna, va sottolineato come alla menopausa siano associate varie tipologie di sintomi e di patologie determinate dalla carenza estrogenica. Il complesso quadro ormonale post-menopausale, al di là di particolari trattamenti farmacologici relativi alle possibili conseguenze della stessa menopausa, come ad esempio le vampate, l’insonnia, l’osteoporosi, l’ipercolesterolemia o l’ipertensione, ben si presta ad un grande utilizzo di nutraceutici per la prevenzione.

La fase della vita della donna fra i 50 e gli 80 anni è in genere caratterizzata da una tendenza all’aumentato del fabbisogno di vitamine e minerali, in particolare vitamine del bruppo D e B12, ferro e magnesio. Nella situazione in cui sia utile un trattamento mediato dagli effetti estrogenici, si possono impiegare varie tipologie di fitoestrogeni, estratti dalla soia, dal luppolo, dal trifoglio rosso, e da un’alga (cimicifuga). La stimolazione del recettore estrogenico in presenza dei soli fitoestrogeni determina un segnale debole ma costante, utile in particolare nella sintomatologia acuta del climaterio (vampate e sudorazione notturna).

Fra le conseguenze a medio termine nella sindrome post menopausale si annoverano in particolare, oltre all’osteoporosi, anche un incremento delle manifestazioni dolorose a livello articolare e muscolare e la maggiore incidenza delle infezioni urinarie, in particolare le cistiti. Per il benessere articolare si possono impiegare prodotti per nutrire le cartilagini che impiegano glucosamina, MSM(metil-sulfonil-metano)acido ialuronico, associati a vitamine anti-ossidanti (vitamine del gruppo C ed E ), in aggiunta a curcuminoidi, derivati della soia e dell’avocado ed altre sostanze ad azione antidolorifica.

Per la muscolatura, invece, oltre al magnesio in qualità di miorilassante, si utilizzano nutraceutici per migliorare la produzione di energia muscolare, come ad esempio il COQ10 (coenzima Q10) e l’ acido lipoico. Per le cistiti l’integratore più utilizzato, per prevenire le recidive, è solitamente l’estratto di mirtillo rosso associato con probiotici. Il primo agisce sui ceppi batterici nella vescica, i probiotici, invece, modificano la flora batterica del colon, da cui migrano le colonie batteriche verso la vescica.



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