Sono sempre più numerose le persone che seguono modelli alimentari personalizzati basati su presunti benefici per la propria salute. Un recente studio pubblicato dalla prestigiosa rivista BMJ in tema di alimentazione mette in evidenza che molte persone seguono un’alimentazione vegana (che è comunque notevolmente diversa dalla dieta vegetariana) non solo nell’ottica di una serie di lodevoli attenzioni nei confronti della sofferenza degli animali e della salvaguardia degli ambienti, ma anche per tutelare la propria salute, eliminando alcuni cibi che potrebbero nuocere alla salute se consumati troppo spesso, come l’eccesso di grassi e proteine animali.

Nello specifico lo studio su BMJ,condotto dalla Oxford University, ha messo in evidenza come le persone che seguono diete senza consumo di carne e pesce statisticamente presentino meno possibilità di sviluppare cardiopatie rispetto a chi mangia regolarmente carne, insaccati e altri alimenti di origine animale. Questa è la parte di studio che non stupisce più di tanto, visto che moltissimi altri studi avevano già messo in luce tale evidenza. Tuttavia, dalla ricerca in oggetto, condotta su circa 50mila persone adulte del territorio del Regno Unito, di mezza età e senza pregressi episodi di infarti o ictus, è emerso che anche chi ha eliminato la carne dalla propria dieta, potrebbe presentare un piccolo aumento della possibilità di sviluppare ictus emorragico.

Il non consumare cibi di origine animale rappresenterebbe quindi, secondo questo studio, una sorta di medaglia a due facce: delle acclarate minori possibilità di andare incontro ad infarto o comunque problemi cardiaci di varia natura, ma una maggiore (e ancora da dimostrare nei suoi meccanismi o comunque da studiare con altri studi più specifici) possibilità di sviluppare delle forme di ictus ischemico. Come mai?

Il rischio più elevato di ictus ischemico nei vegetariani rimane poco chiaro, e sicuramente da approfondire ed avvalorare con altri studi. I ricercatori per ora sono arrivati alla parziale ipotesi (ancora tutta da dimostrare), nei limiti di questo singolo studio, che un livello di colesterolo troppo basso, dovuto ad una dieta vegetariana o vegana, non fornisca all’organismo abbastanza colesterolo.

Ma di quanto è maggiore tale rischio secondo questo studio?

I vegetariani e i vegani hanno evidenziato circa il 22% in meno di casi di coronaropatia rispetto agli altri. Questo si traduce in 10 casi in meno su 1000 persone in un decennio. Tuttavia i vegetariani e i vegani hanno fatto registrare circa il 20% di casi di ictus che, in larga parte è risultato di tipo emorragico, ovvero in 10 anni circa tre ictus in più ogni 1000 persone.

Fonte studio citato: https://www.bmj.com/content/bmj/366/bmj.l4897.full.pdf