Al giorno d’oggi molti conoscono, anche solo per sentito dire, cosa sono gli oli essenziali, visto che anche molti prodotti per la casa ne contengono delle tracce. Ma spesso l’idea che si ha di queste sostanze, è quantomai vaga, se non proprio errata. Ebbene, gli oli essenziali sono sostanzialmente dei miscugli oleosi di sostanze organiche differenti, che possono essere ottenuti per distillazione o per spremitura da un’unica tipologia di vegetale, del quale conservano caratteristiche quali sapore e odore.

Sono molto abbondanti in certe famiglie di vegetali e la quantità contenuta in una pianta dipende dalla specie, dal clima e dal tipo di terreno. Talvolta diverse parti della stessa pianta possono produrre oli essenziali diversi a causa della presenza di sostanze chimiche differenti o di concentrazioni diverse delle stesse sostanze. Una volta estratti si presentano come sostanze oleose, liquide, volatili e con odore aromatico.

Nella quasi totalità degli oli essenziali che maneggiamo normalmente o sentiamo, tuttavia, non si specifica di quale olio essenziale si tratti, non si specifica la provenienza, e quale percentuale sia contenuta nel prodotto finale. Un esempio: l’olio essenziale di Rosmarino, esiste a chemotipo verbenone e quello a chemotipo cineolo. Del Timo c’è quello a thujanolo e quello a timolo. Ne esistono veramente tantissime varietà e tipologie.

Ma che cos’è il chemotipo?

Il chemotipo identifica l’olio essenziale da un punto di vista botanico e biochimico. In media un olio essenziale contiene oltre un centinaio di molecole, a cui si attribuiscono dimostrate attività antibatteriche, antiprotozoarie, antimicotiche. I criteri di qualità degli oli essenziali chemotipizzati si possono quindi riassumere in queste macro caratteristiche: la certificazione botanica, l’origine geografica, il metodo di coltivazione della pianta, l’organo della pianta distillato, il metodo di estrazione, il chemotipo, identificato tramite analisi cromato. Menzione a parte meritano le bucce degli agrumi, i cui oli essenziali sono estratti per applicazione di pressione.

In un mondo come quello attuale, dove i batteri, i virus, i protozoi ed i funghi si adattano molto più in fretta di noi esseri umani alle mutate condizioni ambientali, gli oli essenziali rappresentano un valido strumento terapeutico per cercare di contrastare diversi disturbi o anche alcune condizioni patologiche (alcuni esempi: gli stati d’ansia o anche alcune tipologie di mal di testa) che posso sensibilmente ridurre la qualità della vita quotidiana.

Gli oli essenziali sono per definizione ufficiale della Farmacopea:

Generalmente di composizione complessa, ottenuti per distillazione dei principi aromatici da materie prime vegetali botanicamente, sia fresche che appassite, secche, intere, rotte, macinate, attraverso distillazione in corrente di vapore, distillazione a secco o idoneo procedimento meccanico senza riscaldamento

Nella definizione il termine “Composizione complessa” sta a significare che ogni olio essenziale contiene delle molecole, in maggioranza terpenoidi, in diverse combinazioni di lunghezza e struttura. La pianta modifica questa struttura di base per arrivare ad una grande varietà di molecole e classi chimiche diverse, come gli alcoli, le aldeidi, i chetoni.

Come si conservano gli oli essenziali?

Il flacone, rigorosamente di vetro scuro, deve essere ben chiuso, per evitarne l’evaporazione. L’aromaterapia, cioè l’uso terapeutico degli oli essenziali, deve essere necessariamente riservato a chi ha approfondite conoscenze di chimica, biochimica, fisiologia, patologia e botanica, poiché queste sostanze sono fortemente concentrate, altamente lipofile (ovvero sono molto affini per la pelle e le mucose) ed inoltre sono di piccole dimensioni, tanto che se assunti per via orale possono, tramite il circolo, superare la barriera ematoencefalica. Non bisogna quindi mai, tranne rare eccezioni, utilizzare gli oli essenziali puri ma sempre veicolati in un olio vegetale spremuto a freddo o del miele. Mai in acqua: poiché per la loro natura lipofila, tendono a galleggiare.

Ecco quindi che per un loro corretto uso, e per avere una sicura certificazione di qualità, bisogna seguire le indicazioni del proprio farmacista di fiducia acquistandoli appunto in farmacia oltre a seguire le indicazioni eventualmente fornite da un professionista qualificato e specializzato in Naturopatia.